Arezzo

Piazza Grande Nel cuore di Arezzo

Piazza Grande è una delle piazze più antiche della città di Arezzo e una delle più belle d’Italia. Grazie agli edifici di epoche diverse che si affacciano sulla piazza come se fosse un palcoscenico, la piazza vanta un’incredibile armonia.

La piazza ha strutture irregolari perché costruita su un terreno in pendenza. Durante l’età delle città stato fu sede del mercato e durante il Rinascimento divenne il centro della vita civile cittadina. Il suo aspetto attuale risale al XVI secolo quando fu costruito il Palazzo delle Logge che ora domina la parte più alta di Piazza Grande.

Il progetto, firmato da Giorgio Vasari, fu terminato nel 1595: l’edificio si distingue per la semplicità delle sue linee architettoniche e per la grande eleganza del suo portico. Sul lato ovest della piazza si affacciano la Pieve Santa Maria, il Palazzo del Tribunale e il quattrocentesco edificio della Fraternita dei Laici.

Piazza Grande, resa famosa in tutto il mondo dal film “La vita è bella” di Roberto Benigni, è la location della tradizionale “Giostra del Saracino”. Qui, inoltre, si svolge la Fiera Antiquaria ogni prima domenica e il sabato precedente del mese.

Piero della Francesca La leggenda della vera Croce

Piero di Benedetto de’ Franceschi, detto Piero della Francesca, nasce nel 1416 a Borgo Sansepolcro ed è uno degli artisti più rappresentativi e straordinari del Rinascimento italiano.

Le sue opere sono sospese tra razionalità ed estetica, arte, geometria e un sistema complesso dove si fondono questioni teologiche, filosofiche e attuali. Uno dei capolavori di Piero della Francesca, il ciclo di affreschi “La leggenda della vera Croce” (ancora ottimamente conservato) si trova all’interno della cappella maggiore della chiesa di San Francesco, detta Cappella Bacci, ad Arezzo.

Gli affreschi della Cappella Bacci rappresentano scene all’aperto, di corte e di battaglia dove il vero protagonista è il legno della croce di Gesù Cristo. Celebre è la scena notturna, collocata sulla parete di fondo in basso a destra, che raffigura “La visione di Costantino” in cui Piero della Francesca utilizza in modo esemplare l’angelo come fonte di luce in una scena che sarebbe stata completamente buia . Se stai visitando Arezzo seguendo Piero, puoi trovare un altro capolavoro all’interno del Duomo: l’affresco Maria Maddalena, dipinto nel 1460 sulla navata sinistra.

La Fortezza Medicea Antica architettura militare con un panorama mozzafiato

La Fortezza Medicea si trova sulla sommità del colle di San Donato nella zona nord-est della città. Da questo punto, a circa 300 metri di altezza, si gode di un meraviglioso panorama sul Pratomagno e sulla valle dell’Arno.

La Fortezza è un maestoso edificio in pietra con un peculiare sistema a forma di stella a cinque punte. Oggi è un parco pubblico amato dagli Aretini dove sono stati rinvenuti reperti archeologici risalenti al Medioevo.

L’attuale struttura fu edificata dai Medici in seguito alle rivolte della popolazione locale al fine di ottenere autonomia e maggiore libertà. La potente famiglia fiorentina incaricò l’architetto Antonio da Sangallo di progettare una fortezza impenetrabile.

I lavori iniziarono nel 1538 e terminarono nel 1560. Per costruire una fortezza impenetrabile, i cinque bastioni erano stati costruiti seguendo diverse proporzioni nell’insieme con la collina. A seconda del livello del suolo, i bastioni erano più o meno grandi, più alti o più bassi. I primi lavori di restauro si resero necessari nel 1868 dopo che l’esercito francese tentò di abbattere la fortezza con le mine.

Sul lato ovest sono ancora visibili ampi squarci causati dalle esplosioni delle mine. Oggi è un punto di ritrovo per aretini e turisti da cui si gode un panorama mozzafiato.

Il Duomo La Cattedrale di San Pietro e San Donato

La Cattedrale dei Santi Pietro e Donato, il Duomo di Arezzo, è il principale luogo di culto della città. La costruzione iniziò nel 1278 ad opera del Vescovo Guglielmo degli Ubertini, e fu terminata nel 1511 anche se fu più volte interrotta.

La facciata esterna fu sistemata, come la vediamo oggi, tra il 1900 e il 1914. L’interno a tre navate è caratterizzato da un’abside poligonale. Le sette vetrate del ciclo Marcillat sono dei veri e propri capolavori e l’artista ha progettato anche l’imponente scalinata che conduce alla basilica.

All’interno del Duomo sono conservate diverse opere di grandi artisti legati ad Arezzo. Tra questi: L’affresco della Maria Maddalena di Piero della Francesca e il coro ligneo dell’altare maggiore disegnato da Giorgio Vasari. All’illustre artista si deve anche il progetto del piedistallo dell’organo lungo la navata sinistra. Le pale d’altare di Andrea della Robbia sono collocate all’interno della cappella “La Madonna del Conforto”.

Il campanile in stile gotico, il cui singolare profilo è visibile da ogni punto di accesso alla città, ha pianta esagonale divisa in quattro ordini sovrapposti da cornicioni.

Il Prato Il polmone verde della città

In cima al colle dove sorge la città, incastonato tra il Duomo e la Fortezza Medicea, il Prato di Arezzo è il più antico della città. Questa grande distesa verdeggiante di forma ellittica, circondata da una corona di antichissimi pini marittimi, nasce in epoca medicea come parco pedonale signorile.

Nel 1928 il Re Vittorio Emanuele II decise di porre al centro del Prato un grande monumento dedicato a Francesco Petrarca, grande poeta aretino del Trecento.

Oggi il Prato è il parco per gli amanti della natura nel cuore della città, è il teatro naturale della scenografica Fiera Antiquaria di settembre, delle sagre, della musica dal vivo ed è perfetto per momenti di relax. Il Prato è il luogo perfetto per rilassarsi con la famiglia, praticare sport o tuffarsi nella storia.

Dal Prato possiamo accedere alla bellissima Fortezza Medicea che ospita importanti mostre d’arte contemporanea durante la primavera e l’estate. Il Prato è in costante dialogo tra passato e presente, arte e storia, scavi etruschi e romani e creazioni del presente.

Cimabue Il Crocifisso di San Domenico

Cimabue, pseudonimo di Cenni Bencivenni di Pepo, nasce a Firenze intorno al 1240. A lui viene attribuito un passaggio fondamentale nella pittura occidentale: il passaggio dalle figure ieratiche e idealizzate della tradizione bizantina a soggetti reali, dotati di umanità ed emozioni.

Il Crocifisso di San Domenico ad Arezzo è una splendida croce sagomata dipinta a tempera e oro su tavola, databile intorno al 1268-1271 ed è la prima opera attribuita a Cimabue. Il crocifisso condivide con il mondo intero la straordinaria ricchezza artistica di Arezzo. Secondo gli storici, Cimabue avrebbe terminato la croce lignea tra il 1265 e il 1271 e da allora non ha più lasciato la chiesa di San Domenico.

Le strisce bianche e nere che decorano gli spigoli della cappella centrale, dietro l’altare maggiore, valorizzano e mettono in risalto l’opera del pittore fiorentino. Lo splendore di quest’opera è il prodotto di due restauri nel 1917 e nel 2005. Le vetrate azzurre dietro la croce ei colori caldi dell’opera creano un contrasto forte e di grande impatto.

Anfiteatro Romano

Sito di reperti di epoca romana e sede del Museo Archeologico di Arezzo

L’Anfiteatro Romano è un sito archeologico di epoca romana situato nella zona sud della “città murata”. Costruita probabilmente dall’imperatore Adriano (117-138 d.C.), è una testimonianza dell’importanza strategica che Arezzo ricoprì per la “Città Eterna”.

Il monumento ha subito diverse trasformazioni ed è stato esplorato per la prima volta intorno al 1915. Gli scavi, interrotti a causa della guerra, furono ripresi nel 1926. Dal 1950 il monumento è stato oggetto di periodici restauri che lo hanno completamente portato alla luce. Su un lato del perimetro di questa struttura ellissoidale, fu edificato nel XIV secolo il Monastero di S. Bernardo.

Oggi è sede del Museo Archeologico Gaio Cilnio Mecenate. Costruito per celebrazioni e feste cittadine, l’anfiteatro romano di Arezzo poteva ospitare 80.000 persone. Oggi ospita eventi, spettacoli e concerti durante il periodo estivo. La sua storia e diversi resti di epoca romana sono conservati nelle sale del Museo Archeologico.

È una tappa obbligata per chi vuole immergersi nell’antica Roma ad Arezzo e sperimentare la grandezza di questa magnifica epoca.

La Pieve

La facciata in Corso Italia, parallela di Piazza Grande. La Pieve di Santa Maria Assunta di Arezzo è l’anello di congiunzione di due dei luoghi più importanti e vissuti della città. Costruita a partire dall’anno Mille, questa pieve romanica si presenta in tutta la sua magnificenza con una facciata a tre portali. La Pieve la guardiamo tutti da subito col naso all’insù, perché non si può non rimanere affascinati dalla sua torre campanaria, detta “dalle cento buche” per le bifore, un tempo dieci per ogni lato, che la rendono unica.

Sulla parte posteriore della chiesa c’è la grande abside semicircolare: piccole monofore illuminano l’interno della cripta dove è custodito il busto-reliquiario del 1346 in argento dorato con le reliquie di San Donato Vescovo, il Patrono di Arezzo.

Basta solo varcare la sua soglia per ammirare, all’interno, un capolavoro della pittura del Trecento: il Polittico con la Vergine col Bambino e i Santi Giovanni Evangelista, Donato, Giovanni Battista e Matteo commissionato a Pietro Lorenzetti nel 1320, senza contare la bellissima Cappella del SS. Sacramento, dove delicati affreschi color pastello del maestro Luigi Ademollo, incorniciano una dolce statua quattrocentesca della Madonna in terracotta policroma.

Museo di Casa Vasari

 

“Ho comprato casa ad Arezzo, nel sobborgo di San Vito, dove l’aria è la più pura della città”: così Giorgio Vasari descriveva nel 1541 quella che oggi è la sede del suo museo. L’illustre autore de Le Vite, nonostante i continui viaggi, vedeva in questa dimora il suo rifugio rigenerante. L’artista non si limitò ad abitarla, ma ne trasformò il piano nobile in un manifesto della propria arte, decorando soffitti e pareti con un ricco programma iconografico di temi mitologici e biblici.

Oggi, oltre alle sale affrescate, il museo ospita una preziosa quadreria con opere dei “pittori dello studiolo” (collaboratori di Vasari a Palazzo Vecchio) e si affaccia su un raffinato giardino pensile all’italiana. La casa custodisce inoltre il cuore documentario della sua vita: l’Archivio Vasariano, scrigno di lettere e memorie private.

Biglietto

Intero: € 4,00 / Ridotto: € 2,00

BIGLIETTERIA
Museo di Casa Vasari
Via XX Settembre, 55

Casa del Petrarca

In questa dimora che ancora oggi conserva tantissima storia nacque Petrarca da Eletta Canigiani e Ser Petracco esule fiorentino.

Quello che voi vedrete adesso è un edificio che risale alla fine del XV sec che per molti anni era una tenuta privata. Quando fu restaurata nel 1926 vennero alla luce tracce di una costruzione precedente proprio del 1300.

Ricordi della sua vita nonché ritratti e una infinità di lettere di aspettano per farvi rivivere la storia di questo poeta che pensate nel 1350 tornando dal giubileo di Roma si fermò ad Arezzo e fu festeggiato proprio dai suoi concittadini che lo portarono nella sua casa Natale.

Casa Museo Ivan Bruschi

“Luogo delle meraviglie” nel cuore della città, dove la filosofia estetico-culturale del suo fondatore, antiquario e collezionista, è ancora vivibile grazie al suggestivo allestimento della preziosa ed eclettica collezione.

Colle del Pionta

Il Colle del Pionta è un luogo storico affascinante situato fuori dalle mura medievali di Arezzo, ma un tempo considerato il cuore pulsante della città. È stato chiamato il “Vaticano aretino” ed è ricordato come la vera memoria storica degli aretini. Il colle ha avuto una storia importante, con una linea ideale che lo collega ad altri luoghi significativi come il Poggio del Sole e l’Olmo, dove si suppone sia stata ubicata la necropoli etrusca di Arretium.

Il toponimo del luogo ha origini longobarde, indicando un recinto per l’allevamento piuttosto che una fortificazione. Sulla collina è stata costruita dapprima una chiesa paleocristiana e successivamente la cattedrale di Santa Maria e Santo Stefano in epoca longobarda. Questa cattedrale è diventata il centro di potere dei vescovi conti aretini, che erano ghibellini, vicini agli imperatori tedeschi.

L’edificio fu progettato da Maginardo, ispirandosi alla basilica di San Vitale a Ravenna ed era il centro culturale della città, ospitando personalità come Guido Monaco e l’università. Tuttavia, nel 1203, la sede vescovile fu trasferita all’interno della città, portando alla decadenza del complesso del Pionta, dovuta a saccheggi e mancanza di manutenzione.

Nel 1561, il complesso fu demolito su ordine di Cosimo I de’ Medici, signore di Firenze, a causa del suo coinvolgimento con milizie avverse. Oggi, il Parco del Pionta è un elegante giardino vicino al centro storico, dove si possono ammirare alcuni scavi delle antiche chiese e godere di un bel panorama della città.

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